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Fiabe e favole in Basilicata quando di lì sono passate

Età di lettura: +6

13,30

Copertina di Giuseppe Palumbo

Gli uomini hanno sempre viaggiato, si sono sempre spostati: per 100 che si fermavano a costruire villaggi, almeno altri 100 partivano per scoprire nuove terre. Un po’ per necessità, un po’ per la curiosità di scoprire cosa ci fosse oltre le montagne o le colline o il mare o l’orizzonte che vedevano tutti i giorni. I 100 che si fermavano imparavano a conoscere l’ambiente che abitavano, e a trasformarlo, inventavano un linguaggio che diventava ogni giorno più ricco di suoni e di parole; e inventavano delle storie che ogni sera intorno al fuoco raccontavano ai più piccoli. Ma anche i grandi erano molto contenti di ascoltare. I 100 che si mettevano in viaggio scoprivano altri ambienti, e strada facendo vedevano tante cose, e arricchivano le loro conoscenze, e trasformavano anche loro il linguaggio, e portavano con sé le storie che avevano inventato, e quelle che avevano ascoltato lungo il cammino, e ne inventavano di nuove.
Le fiabe vengono da molto lontano, non si sa da dove e non si sa da quale tempo ma di certo risalgono al principio della storia di noi uomini, quando tutto è cominciato. Sono arrivate sino a noi perché qualcuno le ha raccontate e qualcuno le ha ascoltate e poi le ha raccontate a sua volta ad altri che  hanno ascoltato.
Le fiabe di bocca in bocca, di orecchio in orecchio, hanno fatto il giro del mondo e chissà quante volte dall’inizio dei tempi.

Non disponibile

Codice/ISBN 9788896971192
Pagine 208, BN
Formato 15x21cm
Allestimento Brossura filo refe
Anno di pubblicazione 2013
Lingua Italiano

Copertina di Giuseppe Palumbo

Gli uomini hanno sempre viaggiato, si sono sempre spostati: per 100 che si fermavano a costruire villaggi, almeno altri 100 partivano per scoprire nuove terre. Un po’ per necessità, un po’ per la curiosità di scoprire cosa ci fosse oltre le montagne o le colline o il mare o l’orizzonte che vedevano tutti i giorni. I 100 che si fermavano imparavano a conoscere l’ambiente che abitavano, e a trasformarlo, inventavano un linguaggio che diventava ogni giorno più ricco di suoni e di parole; e inventavano delle storie che ogni sera intorno al fuoco raccontavano ai più piccoli. Ma anche i grandi erano molto contenti di ascoltare. I 100 che si mettevano in viaggio scoprivano altri ambienti, e strada facendo vedevano tante cose, e arricchivano le loro conoscenze, e trasformavano anche loro il linguaggio, e portavano con sé le storie che avevano inventato, e quelle che avevano ascoltato lungo il cammino, e ne inventavano di nuove.
Le fiabe vengono da molto lontano, non si sa da dove e non si sa da quale tempo ma di certo risalgono al principio della storia di noi uomini, quando tutto è cominciato. Sono arrivate sino a noi perché qualcuno le ha raccontate e qualcuno le ha ascoltate e poi le ha raccontate a sua volta ad altri che  hanno ascoltato.
Le fiabe di bocca in bocca, di orecchio in orecchio, hanno fatto il giro del mondo e chissà quante volte dall’inizio dei tempi.

Enzo Perriello

Regista e sceneggiatore, copywriter e giornalista, Enzo Perriello, nato in terra lucana, vive e lavora a Modena.

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